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Dipendenze Psicoterapia

La contro-dipendenza affettiva: la paura di avere legami

La contro-dipendenza è una tematica ancora poco conosciuta. Di cosa soffrono i contro-dipendenti? Perchè non riescono ad avere legami?
La contro-dipendenza affettiva è l’altra faccia della medaglia della dipendenza. Se il dipendente affettivo è alla continua ricerca di un legame, perché spinto dal bisogno dell’altro, senza il quale sente di non valere nulla e di non poter sopravvivere, il contro-dipendente mette in atto un evitamento obbligato e compulsivo delle relazioni intime. Egli è guidato dal terrore di potersi scomporre e disgregare lasciando entrare una persona nella propria vita.

Le origini
La contro-dipendenza ha una storia familiare segnata dal vuoto e dal rifiuto da parte delle figure di accudimento. Questo ha generato nel contro-dipendente affettivo l’idea di un caregiver inaffidabile, assente. Di fatto, il contro-dipendente è stato un bambino rifiutato e non considerato nei suoi bisogni naturali, e ha dovuto fare a meno della presenza rassicurante del caregiver. Di conseguenza egli ha dovuto fare prematuramente tutto da sé. A causa di questa disconferma e di un non riconoscimento dei propri bisogni, questi bambini hanno imparato che doveva esserci qualcosa di sbagliato in loro. Questo li ha portati a smettere di chiedere.

Vita relazionale
In età adulta il contro-dipendente sarà incapace di provare emozioni, infatti egli risulta freddo e cinico, perché vive con disagio i propri bisogni di attenzione e di affetto. In sostanza non sente niente per se stesso e non è in grado di sperimentare empatia per gli altri. Il distacco emotivo nell’infanzia ha fatto sì che egli maturasse un falso sé: un’identità fondata sulle richieste altrui, e lontana dai propri bisogni ed emozioni. Questo tipo di personalità è incapace di provare amore e di costruire legami profondi perché ha dovuto rinnegare il bambino dentro di sé. In altri termini, il contro-dipendente ha abbondonato la spontaneità e la vitalità dell’infanzia, che gli avrebbe consentito, da adulto, di aprirsi all’altro con fiducia.

Autonomia o dipendenza?
La contro-dipendenza si differenzia dalla dipendenza affettiva per la marcata autonomia manifestata da questi soggetti. Infatti, apparentemente il contro-dipendente affettivo appare autonomo e sfacciato. Questa autonomia fittizia nasconde una problematica di dipendenza, che prende altre forme: dipendenza da sostanze, gioco d’azzardo o sesso compulsivo.

Le tre forme della contro-dipendenza
Il contro-dipendente possiede anche altre strategie per compensare il vuoto di sé e tenere a distanza i propri bisogni. Nella versione narcisistica, il contro-dipendente si lascia sedurre dalla propria immagine, mentre l’altro è utilizzato soltanto come specchio riflettente il suo ego. Pertanto, egli appare arrogante, presuntuoso e aggressivo. Spesso la vittima è una persona dipendente che ha bisogno di idealizzare il proprio partner. Se apparentemente egli è autonomo e orientato al successo, in realtà dipende totalmente dalla propria immagine ed ha bisogno di un pubblico di spettatori che possano confermarla. Un’altra forma di compensazione è quella psicopatica, in cui il traguardo ambito è il potere sull’altro. Lo psicopatico nega i sentimenti e i bisogni del sé, e si definisce per la sua sete di dominio e controllo. Questi ultimi vengono esercitati attraverso la prepotenza, la sopraffazione o un approccio seduttivo. Ma anche in questo modo manifesta la sua dipendenza, ovvero dal potere. Infatti egli ha sempre bisogno di qualcuno da sottomettere per confermare la sua immagine di forza. Infine, un’ultima forma è quella etero aggressiva. Il narcisista e lo psicopatico, se offesi nella propria immagine di onnipotenza da un partner che non riescono più a controllare, possono scegliere come estrema soluzione quella di distruggere l’altro. Ed è proprio in quest’ottica che vanno considerati quelle forme di persecuzione messe in atto dagli stalkers oppure gli omicidi compiuti per mano di ex amanti o coniugi. Negli ultimi anni questi fenomeni sono diventati così frequenti da richiedere misure legislative per contrastarle.

La contro-dipendenza è una tematica ancora poco conosciuta. Di cosa soffrono i contro-dipendenti? Perchè non riescono ad avere legami?

La contro-dipendenza affettiva è una tematica ancora poco conosciuta. Chi sono i contro-dipendenti affettivi? Perchè non riescono ad avere legami?

La contro-dipendenza affettiva

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Psicologia

Vita in pausa

La percezione del Tempo all’epoca del Covid-19: la nostra vita in pausa

Come è cambiata la percezione del tempo durante l’isolamento a cui siamo sottoposti durante questo periodo? Come possiamo affrontarlo?
La percezione del tempo è qualcosa di molto soggettivo, che cambia a seconda della situazione in cui ci si trova, dello stato emotivo e delle circostanze esterne. In questo momento di isolamento forzato, in cui siamo rinchiusi in casa, il tempo sembra essersi dilatato. La vita di tutti i giorni è abbastanza frenetica, con ritmi scanditi dagli impegni lavorativi e familiari. Quante volte abbiamo desiderato che il tempo si fermasse? Quante volte vorremmo avere più tempo?

La percezione del tempo
In questi giorni le giornate sembrano non passare mai, ci sentiamo sconfortati e demotivati. La noia ha preso il sopravvento, bloccando ogni iniziativa. Ansia e paura ci investono inchiodando i nostri pensieri e ci rendono impotenti. Come abbiamo detto la percezione del tempo dipende dal nostro stato emotivo e dalla situazione in cui ci troviamo. Se siamo sopraffatti da emozioni negative questo tempo potrebbe non passare mai, invece quando siamo molto felici ed entusiasti abbiamo la percezione che esso scorri in fretta.

Nuove routine
Oggi abbiamo la possibilità di avere più tempo per dedicarsi alle attività che abbiamo rimandato o per ritagliarsi uno spazio per se stessi. Per questo motivo è importante impiegare il tempo in attività piacevoli e rilassanti. Manteniamo le routine quotidiane e il ritmo sonno-veglia. Potremmo riscoprire vecchie passioni o coltivarne delle nuove. Inoltre è importante tenersi in forma e fare delle attività che rafforzino la muscolatura. Potremmo dedicarci a degli esercizi da svolgere in casa o fare le faccende domestiche.

Riscoprirsi
Nella vita di tutti i giorni diamo per scontato tante cose: un abbraccio, una telefonata, fare un bagno caldo, gustare del buon vino. Queste piccole e semplici cose assumono un altro valore e sapore quando ne siamo privati. Riscopriamo il valore delle piccole cose. Sfruttiamo questo tempo per dedicarci a noi stessi, alla cura di sé e a coccolarci: un bagno caldo, ascoltare musica, leggere un buon libro.

Contatti sociali
La nostra vita è in pausa. Il lavoro, gli impegni quotidiani, la scuola, le attività che prima svolgevamo sono in standby per un periodo limitato. E’ importante non chiudersi in se stessi, isolandosi completamente. Qualcuno ha detto che la distanza può impedire la vicinanza fisica ma non il pensiero. Io credo che sia importante mantenere il contatto emotivo con le persone care. Oggi grazie alle nuove tecnologie questo è possibile: whatsapp, facebook e le videochiamate sono dei validi aiuti. Siamo isolati ma non siamo soli. Tutto questo finirà. Ricordiamocelo sempre.

La percezione del tempo durante l’isolamento a cui siamo sottoposti è cambiata. Come possiamo affrontare al meglio questo periodo?
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Emozioni Psicoterapia

Relazioni di coppia in quarantena: ri-uscire insieme

Come possono le relazioni di coppia sopravvivere all’isolamento e alla reclusione forzata causata dalla diffusione del Covid-19?
Per qualcuno è la fine del mondo, per qualcun altro un’occasione per ritrovarsi. Ci sono coppie già in crisi da tempo ed altre che sono messe a dura prova. Le relazioni di coppia vivono un momento di forte stress. Vediamo da vicino quali sono i fattori a rischio e le possibili strategie da utilizzare

Vicini ma distanti
Le relazioni di coppia si trovano in una situazione di forte vicinanza: si condividono gli spazi, si sta tutto il giorno insieme, si partecipa ad ogni momento della giornata, si programma cosa fare. Allo stesso tempo questo maggiore contatto fisico può sfociare in distanza emotiva ed affettiva, provocando tensione e malessere. Come prevenire?

Spazio personale
Essere una coppia non significa stare insieme tutti i giorni. Anche in quarantena cerchiamo di ritagliarci degli spazi personali. È importante prendersi delle pause, e concederle anche all’altra persona. Ognuno di noi ha bisogno di passare dei momenti con se stesso, anche quando si vive sotto lo stesso tetto. Cerchiamo di riservarci un momento tutto nostro, dedicandoci a ciò che più ci piace: un hobby, una passione, una telefonata ad un amico, attività fisica, un corso online.

Rispettare i tempi
Spesso capita di anticipare una richiesta dell’altro, o organizzare il tempo insieme secondo le proprie routine. Uno vuole guardare la propria serie tv preferita, l’altra vuole dedicare il tempo insieme a pulire e fare dei lavoretti in sospeso. Ognuno può tendere a imporsi sull’altro secondo le proprie necessità. E’ importante comunicare, ascoltare e rispettare i tempi dell’altro. Trovare il giusto compromesso tra le diverse richieste e aspettative. Stimolarsi a vicenda, proporre e condividere può aumentare l’affinità di coppia, ma attenti sempre a rispettare i bisogni di ognuno. Piuttosto che evitarci tutto il giorno, troviamo qualcosa che ci piacerebbe e ci divertirebbe fare insieme. Basta trovarne anche solo cinque e farne una a settimana.

Dedicarsi all’altro
Relazione di coppia è anche intimità, complicità, coccole e contatto fisico. Sfruttiamo il tempo insieme per dedicarci alla cura dell’altro. Proponiamo una pausa dolce, sorprendendo l’altro. Tutti noi sappiamo che le routine quotidiane, gli impegni familiari, i ritmi frenetici della vita di tutti i giorni, ci distraggono dalla cura della coppia. La quarantena può rappresentare, in questo senso, lo spazio e il tempo ideale per non rimandare e dedicarci al benessere della coppia. Proviamo a fare le cose che spesso si danno per scontate: cucinare il piatto preferito, massaggiare l’altro, ascoltare mentre parla delle sue paure e delle sue ansie, coccolarsi sotto le coperte. Piccoli semplici gesti che aumenteranno il desiderio e l’intimità di entrambi.

Fare un passo indietro
In questi giorni siamo esposti a notizie negative e preoccupanti sulla situazione in cui ci troviamo, che generano in ognuno di noi ansia e preoccupazione. Il nervosismo ci assale e qualsiasi motivo può essere un pretesto per innescare una discussione. In alcuni casi ci possono essere difficoltà relazionali pregresse e questioni in sospeso. Se si è sopraffatti dalla rabbia sarebbe opportuno rimandare la discussione a quando gli animi saranno più tranquilli. Bisogna fare un passo indietro, senza cedere alle provocazioni. Avere la pazienza di aspettare e affrontare il discorso in un secondo momento, cercando una mediazione. Ricordiamoci che siamo diversi l’uno dall’altro, e forse è anche per questo che ci siamo scelti. Ognuno arricchisce la relazione di coppia con la propria individualità: riconosciamola e valorizziamola. L’errore comune è di pensare di essere sempre nel giusto: incuriosiamoci del punto di vista dell’altro. L’altro ci sembra troppo pigro? Forse può insegnarci come rilassarci. Al contrario vedere il partner essere sempre in attività ci mette ansia? Proviamo a farci coinvolgere e a scoprire che dedicarsi a delle attività può essere un modo per scaricare tensione.

Darsi alle pulizie anche nella relazione
Lo sporco si accumula anche sotto i tappeti della relazione. Questa situazione può essere un’opportunità per rispolverare e risolvere vecchi rancori. Aprire un nuovo canale di comunicazione, aperto e sincero, può aiutare a sentirsi più intimi e più vicini. Potremo ri-uscire insieme più determinati e anche più forti, per affrontare conflitti futuri.