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Essere perfetti o essere felici? Alla ricerca del proprio benessere.

Essere perfetti a tutti i costi richiede sacrifici, negazioni, un controllo eccessivo, che a lungo andare reca sofferenza. Essere perfetti è, oggi più che mai, una sfida per tutti noi, per sentirci all’altezza dei canoni estetici proposti dalla società moderna. Essere perfetti significa che non ci si sente mai a posto: c’è sempre qualcosa da perfezionare, un dettaglio da sistemare.

Etica del bello
Quella di oggi è una società esteta, che punta tutto sulla bellezza, rincorrendo il mito della perfezione e dell’armonia. Di conseguenza le persone, ma in particolar modo i giovani, possono sentirsi inadeguati, imperfetti, manchevoli. A maggior ragione che oggi è tutto in evidenza sul web, con un eccessivo bisogno di mostrare. L’immagine è diventata più importante del benessere psicofisico. Si insegue l’ideale estetico, che ci vuole alti, magri, senza smagliature, cordiali, simpatici, impegnati professionalmente, insomma bisogna “essere perfetti”.

Perfezione e disturbi alimentari
Molte problematiche alimentari, come ad esempio l’anoressia e la bulimia, si ergono sul mito della perfezione. Per queste persone essere perfetti significa non cedere alle tentazioni, mettere a tacere l’impulso a mangiare, non sentire la fame, ridurre il proprio fisico al vuoto. Più sono piene più si sentono insoddisfatte, imperfette. L’anoressica può arrivare a pesare 30 chili, e andare in palestra ogni giorno per ore ed ore fino a quando non raggiunge il risultato sperato. Una bulimica può cedere alle tentazioni di un pasticcino e ingurgitare fino a sentirsi male, fino a vomitare, pur di ripristinare quel vuoto.

La ricerca della perfezione
Cosa si nasconde dietro la ricerca dell’essere perfetti? Essere perfetti significa essere inattaccabile. Se con il perfezionismo si vogliono evitare le critiche, allo stesso tempo queste persone vogliono essere lodate a ogni costo. Essere perfetti significa anche essere inafferrabile, una persona con cui non ci si può confrontare. Inoltre le cose perfette sono finite, complete, e in questo senso non possono più svilupparsi. Al contrario tutto ciò che è vita è movimento, implica sviluppo. Essere imperfetti equivale a dire essere vivi, e quindi poter crescere e migliorare. Queste persone hanno paura del cambiamento, per questo motivo tengono tutto sotto controllo.

Bisogni e richieste
La ricerca della perfezione a tutti i costi richiede sacrifici, negazioni, un controllo eccessivo, che a lungo andare reca sofferenza. Dietro questa ricerca affannosa della perfezione si nascondono mancanza di fiducia, insicurezze, bisogni d’amore inespressi. Il controllo eccessivo del proprio peso, della propria immagina, rivela la propria incapacità a lasciare andare e lasciarsi andare. Trattenere richiede molto più sacrificio e sforzo del lasciare andare. Inoltre bisogna sottolineare che tutto ciò che si trattiene, in qualche modo trattiene anche se stessi, in un circolo vizioso che non dà spazio alla crescita e al cambiamento. Queste persone si affannano per essere all’altezza dell’immagine che si sono create, per rimanere al comando, pagando a caro prezzo: la propria salute.

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Emozioni Psicologia

Ansia e paura da coronavirus

Ansia e paura: gli effetti psicologici del contagio

La diffusione del Coronavirus ha scatenato nelle persone ansia e paura, gettando tutti in una situazione difficile e nuova da gestire.
Gli eventi dell’ultimo periodo hanno inciso profondamente sull’equilibrio psico – fisico di tutti noi. In queste settimane stiamo assistendo a diversi fenomeni sociali, culturali, politici ed economici innescati dall’emergenza “Coronavirus”. Tutto ha avuto inizio con la diffusione di questo virus proveniente dalla Cina, che in pochissimo tempo si è trasformato in una pandemia. Il Covid-19 è ormai protagonista indiscusso delle nostre giornate e sta modificando lo stile di vita e le abitudini quotidiane della popolazione mondiale.

Gli effetti psicologici
In poco tempo siamo stati catapultati in una realtà nuova ed imprevedibile. Le misure restrittive messe in atto dallo Stato allo scopo di prevenire il contagio e di sconfiggere il virus, hanno provocato effetti psicologici. Ansia e paura sono diventate le protagoniste delle nostre giornate. La condizione di isolamento di massa ha amplificato il vissuto emotivo del singolo. In altre parole le emozioni si contagiano, vengono distorte e amplificate dalla massa. Il nemico è ovunque, pertanto l’unica soluzione è isolarsi ed evitare qualsiasi contatto con l’altro. Vivere la vita dentro le mura domestiche, isolati gli uni dagli altri, impoverisce i nostri rapporti umani, l’autostima e la fiducia nel prossimo.

Ansia e paura
Per superare ansia e paura bisogna innanzitutto prenderne coscienza, comprendendo le cause, percepirle e accettarle. Negare o farsi travolgere da questi stati emotivi peggiora la propria condizione. La paura è un’emozione primaria, indispensabile e protettiva di fronte ai pericoli. Avere paura è del tutto normale ed è fondamentale per la nostra sopravvivenza. L’ansia è l’emozione che prepara all’azione, fondamentale per consentirci di essere concentrati sull’obiettivo. Ansia e paura ci tengono isolati per evitare il contagio, ci fanno percepire il pericolo e superarlo. Incoscienza e avventatezza al contrario sarebbero nocivi per la nostra sopravvivenza. E’ importante poterne parlare, documentarsi sulla situazione in maniera costruttiva attraverso fonti certe, come il Ministero della Salute e l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tutto questo ha ricadute positive sul nostro stato emotivo, permettendoci di controllare e gestire ansia e paura senza lasciarsi sopraffare.

Gli effetti negativi dell’ansia
Mentre la paura ci orienta verso soluzioni concrete per la nostra sopravvivenza, l’ansia del contagio può innescare comportamenti di evitamento irrazionali, che ingigantiscono la pericolosità dell’evento e l’impotenza dinnanzi ad esso. Nel caso specifico, l’ansia del contagio può portare ad evitamento di contatti sociali, episodi di razzismo e discriminazione, diffusione di odio e paura verso qualsiasi persona rappresenti per noi in quel momento un pericolo.

Cura e rimedi
Per gestire la paura senza farsi sopraffare dall’ansia è importante tenersi informati su quanto succede e seguire le linee guida fornite dall’Oms , come ad esempio evitare contatti con persone che hanno contratto il virus, lavarsi le mani e mantenere le norme igieniche. Inoltre è importante dedicarsi ad attività piacevoli, rispolverando vecchie passioni o scoprendo delle nuove. Concedersi dei momenti per sé favorisce benessere e allevia lo stato di ansia e paura, soprattutto nei casi di quarantena. Infine, non per ordine d’importanza si può chiedere aiuto e rivolgersi ad un esperto per aiutare a superare e a gestire stati d’ansia o di panico fuori controllo.

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Psicologia

Vita in pausa

La percezione del Tempo all’epoca del Covid-19: la nostra vita in pausa

Come è cambiata la percezione del tempo durante l’isolamento a cui siamo sottoposti durante questo periodo? Come possiamo affrontarlo?
La percezione del tempo è qualcosa di molto soggettivo, che cambia a seconda della situazione in cui ci si trova, dello stato emotivo e delle circostanze esterne. In questo momento di isolamento forzato, in cui siamo rinchiusi in casa, il tempo sembra essersi dilatato. La vita di tutti i giorni è abbastanza frenetica, con ritmi scanditi dagli impegni lavorativi e familiari. Quante volte abbiamo desiderato che il tempo si fermasse? Quante volte vorremmo avere più tempo?

La percezione del tempo
In questi giorni le giornate sembrano non passare mai, ci sentiamo sconfortati e demotivati. La noia ha preso il sopravvento, bloccando ogni iniziativa. Ansia e paura ci investono inchiodando i nostri pensieri e ci rendono impotenti. Come abbiamo detto la percezione del tempo dipende dal nostro stato emotivo e dalla situazione in cui ci troviamo. Se siamo sopraffatti da emozioni negative questo tempo potrebbe non passare mai, invece quando siamo molto felici ed entusiasti abbiamo la percezione che esso scorri in fretta.

Nuove routine
Oggi abbiamo la possibilità di avere più tempo per dedicarsi alle attività che abbiamo rimandato o per ritagliarsi uno spazio per se stessi. Per questo motivo è importante impiegare il tempo in attività piacevoli e rilassanti. Manteniamo le routine quotidiane e il ritmo sonno-veglia. Potremmo riscoprire vecchie passioni o coltivarne delle nuove. Inoltre è importante tenersi in forma e fare delle attività che rafforzino la muscolatura. Potremmo dedicarci a degli esercizi da svolgere in casa o fare le faccende domestiche.

Riscoprirsi
Nella vita di tutti i giorni diamo per scontato tante cose: un abbraccio, una telefonata, fare un bagno caldo, gustare del buon vino. Queste piccole e semplici cose assumono un altro valore e sapore quando ne siamo privati. Riscopriamo il valore delle piccole cose. Sfruttiamo questo tempo per dedicarci a noi stessi, alla cura di sé e a coccolarci: un bagno caldo, ascoltare musica, leggere un buon libro.

Contatti sociali
La nostra vita è in pausa. Il lavoro, gli impegni quotidiani, la scuola, le attività che prima svolgevamo sono in standby per un periodo limitato. E’ importante non chiudersi in se stessi, isolandosi completamente. Qualcuno ha detto che la distanza può impedire la vicinanza fisica ma non il pensiero. Io credo che sia importante mantenere il contatto emotivo con le persone care. Oggi grazie alle nuove tecnologie questo è possibile: whatsapp, facebook e le videochiamate sono dei validi aiuti. Siamo isolati ma non siamo soli. Tutto questo finirà. Ricordiamocelo sempre.

La percezione del tempo durante l’isolamento a cui siamo sottoposti è cambiata. Come possiamo affrontare al meglio questo periodo?