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Vita in pausa

La percezione del Tempo all’epoca del Covid-19: la nostra vita in pausa

Come è cambiata la percezione del tempo durante l’isolamento a cui siamo sottoposti durante questo periodo? Come possiamo affrontarlo?
La percezione del tempo è qualcosa di molto soggettivo, che cambia a seconda della situazione in cui ci si trova, dello stato emotivo e delle circostanze esterne. In questo momento di isolamento forzato, in cui siamo rinchiusi in casa, il tempo sembra essersi dilatato. La vita di tutti i giorni è abbastanza frenetica, con ritmi scanditi dagli impegni lavorativi e familiari. Quante volte abbiamo desiderato che il tempo si fermasse? Quante volte vorremmo avere più tempo?

La percezione del tempo
In questi giorni le giornate sembrano non passare mai, ci sentiamo sconfortati e demotivati. La noia ha preso il sopravvento, bloccando ogni iniziativa. Ansia e paura ci investono inchiodando i nostri pensieri e ci rendono impotenti. Come abbiamo detto la percezione del tempo dipende dal nostro stato emotivo e dalla situazione in cui ci troviamo. Se siamo sopraffatti da emozioni negative questo tempo potrebbe non passare mai, invece quando siamo molto felici ed entusiasti abbiamo la percezione che esso scorri in fretta.

Nuove routine
Oggi abbiamo la possibilità di avere più tempo per dedicarsi alle attività che abbiamo rimandato o per ritagliarsi uno spazio per se stessi. Per questo motivo è importante impiegare il tempo in attività piacevoli e rilassanti. Manteniamo le routine quotidiane e il ritmo sonno-veglia. Potremmo riscoprire vecchie passioni o coltivarne delle nuove. Inoltre è importante tenersi in forma e fare delle attività che rafforzino la muscolatura. Potremmo dedicarci a degli esercizi da svolgere in casa o fare le faccende domestiche.

Riscoprirsi
Nella vita di tutti i giorni diamo per scontato tante cose: un abbraccio, una telefonata, fare un bagno caldo, gustare del buon vino. Queste piccole e semplici cose assumono un altro valore e sapore quando ne siamo privati. Riscopriamo il valore delle piccole cose. Sfruttiamo questo tempo per dedicarci a noi stessi, alla cura di sé e a coccolarci: un bagno caldo, ascoltare musica, leggere un buon libro.

Contatti sociali
La nostra vita è in pausa. Il lavoro, gli impegni quotidiani, la scuola, le attività che prima svolgevamo sono in standby per un periodo limitato. E’ importante non chiudersi in se stessi, isolandosi completamente. Qualcuno ha detto che la distanza può impedire la vicinanza fisica ma non il pensiero. Io credo che sia importante mantenere il contatto emotivo con le persone care. Oggi grazie alle nuove tecnologie questo è possibile: whatsapp, facebook e le videochiamate sono dei validi aiuti. Siamo isolati ma non siamo soli. Tutto questo finirà. Ricordiamocelo sempre.

La percezione del tempo durante l’isolamento a cui siamo sottoposti è cambiata. Come possiamo affrontare al meglio questo periodo?
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Mangiare in quarantena

Il cibo durante la quarantena è diventato una valvola di sfogo. Quali sono i comportamenti alimentari in questo ultimo periodo?
Il nostro rapporto con il cibo durante la quarantena ha subito diverse influenze dovute alla situazione unica che stiamo vivendo. Mangiare è diventata una via di fuga dalla realtà. Infatti non solo le emozioni si vivono e si sentono, ma si mangiano. La quarantena ha amplificato vissuti di ansia, paura e frustrazione, alterando le nostre abitudini alimentari. In questa situazione di isolamento tutti hanno modificato la propria dieta, migliorandola o peggiorandola.

Il cibo come piacere
Mangiare è da sempre un’attività connessa al piacere. In un momento in cui la nostra vita è dominata da ansia e stress, il cibo diventa una valvola di sfogo. La psicologia ci insegna che quando siamo sotto stress e in preda a forti emozioni, le nostre abitudini alimentari cambiano. Mangiare è più che raggiungere la sazietà. Lo dimostra il fatto che quando siamo al supermercato o ai fornelli non sempre pensiamo alle vitamine, alle proteine, di cui abbiamo bisogno. Quello che cerchiamo, invece, è godere di un buon piatto, sentire piacere e offrire qualcosa di buono ai nostri cari.

Mangiare per non pensare
Quando mangiare diventa un modo per non pensare e per fuggire da emozioni negative, c’è un problema. È come se la nostra mente ci dicesse Mangia e non preoccuparti. Di conseguenza riempiamo i nostri carrelli di snack salati, dolci, vino, birra ecc. Tutti questi alimenti che creano serotonina e dopamina hanno delle caratteristiche: generano un picco e poi una brusca discesa. Ciò comporta che questi cibi più che saziare, creano dipendenza. Essi ci costringono a mangiare prodotti poco nutrienti e per niente salutari. La pandemia sta esercitando su di noi un’eccezionale forma di stress. Siamo di fronte a uno scenario imprevedibile che ci carica di angoscia e pressione psicologica.

La corsa al lievito di birra
Un’altra tendenza durante la quarantena è stato l’improvviso interesse per tutti i prodotti da forno, dolci e salati. Uno dei prodotti più richiesti è stato proprio il lievito di birra. Sono state rispolverate vecchie ricette e vecchi ricordi. Un altro modo per riscattare emozioni e ricordi, rendendo più sopportabile l’attesa attraverso un’attività rilassante come “cucinare”. Preparare una ricetta è una fonte di piacere. Infatti è l’attività stessa a rilassare e motivare. Impastare con le mani è una catarsi per la mente.

Mangiare per restare connessi
Un altro aspetto interessante che abbiamo notato un po’ tutti in questo periodo è la tendenza a cucinare e poi postare sui social. Anche questa è un’evasione emotiva. Il cibo è convivialità, è relazione e incontro con l’altro. Già l’attività stessa dell’impastare, del cucinare, dà grande sollievo e “distrae” da emozioni ansiogene. A ciò si aggiunge un altro tipo di piacere: la condivisione e ottenere un “mi piace” sui social. Attraverso le foto sui social cerchiamo di rimanere connessi agli altri, e ogni like è una conferma del sentirsi uniti.

Mangiare “sano”
In conclusione in questo periodo le attività connesse al mangiare, comprare cibo e prepararlo agiscono come un ottimo rimedio per distarci dalle emozioni negative e sfogarle. Bisogna, allo stesso tempo, evitare il consumo eccessivo di alimenti poco salutari. L’attività del mangiare è collegata a tutti i nostri sensi: vista, udito, olfatto e gusto. Bisogna trovare un giusto equilibrio tra queste componenti. Per questo motivo è importante scegliere cibi più salutari, dare sapore e odore attraverso le spezie, e infine dedicarsi alla cura della presentazione. Una semplice fettina di tacchino può essere arricchita da verdure colorate, crackers a basso contenuto di grassi e così via.
Non dimentichiamo di prenderci ancora più cura di noi stessi.

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Emozioni Psicologia

Ansia e paura: il desiderio di cambiare

Ansia e paura ci hanno accompagnato in questo periodo di quarantena, creando uno stato di malessere e disagio psico-fisico. Cosa dobbiamo aspettarci ora?
Siamo nella fase della ripresa e della riapertura delle attività lavorative. Piano piano il ritmo lavorativo e la fase produttiva stanno riprendendo, insieme alle routine quotidiane. Alle spalle abbiamo un periodo lungo di quarantena, che ci ha visti costretti e limitati tra le mura domestiche. Per qualcuno è stato un momento per ritrovarsi, per staccare con i ritmi accelerati esterni e scoprire la lentezza. Per altri è stato un momento di condivisione e recupero dei momenti persi in famiglia, scoprendo la gioia dello stare insieme al proprio partner e/o ai propri figli. Altri ancora hanno vissuto un incubo, vivendo la casa come una prigione, che ha scatenato liti e conflittualità, o ha accelerato processi di separazione. C’è chi si è trovato solo e lontano dai propri affetti, sentendo il vuoto relazionale. C’è chi finalmente ha preso le redini della propria vita, ristabilendo le giuste priorità.
Ansia e paura
C’è ansia e paura di ricominciare. Ansia rispetto alla presenza ancora del virus e quindi di potersi contagiare. Paura di ritornare ai ritmi di prima, alla vita frenetica. Durante la quarantena tutti noi abbiamo potuto sperimentare la lentezza e la noia, che se da un lato ci hanno fatto sentire frustrati, dall’altro ci hanno fatto assaporare meglio ciò che ci circonda. Cucinare, mangiare insieme, leggere un libro, giocare con i propri figli, passare del tempo insieme al proprio partner. Spesso la vita di tutti i giorni ci ha fatto perdere di vista l’importanza dello stare insieme e del godere delle piccole cose. Oggi che abbiamo potuto sperimentarlo, sentiamo anche il diritto di voler mantenere queste conquiste. Pertanto, dietro alla paura e all’ansia di ritornare alla normalità c’è il desiderio anche di cambiare e di dare nuovo vigore alla propria vita.
Crisi
Il termine crisi deriva dal greco krisis e significa decisione. Esso rimanda al concetto di punto di svolta e di cambiamento. Una crisi è contemporaneamente un momento critico e un’opportunità. Per definizione l’essere umano tende alla progressione, all’evoluzione e quindi alla crisi. Siamo esseri in continuo movimento e mutamento. La stabilità in senso stretto non dura a lungo. Eventi esterni e interni scandiscono la nostra vita, facendoci attraversare momenti critici: la nascita, i primi passi, l’ingresso a scuola, la pubertà, l’adolescenza, i primi amori, il matrimonio, la genitorialità, per citarne alcuni. Quello che ognuno fa della crisi esistenziale e il modo in cui reagisce ad essa determina il risultato: una lunga sofferenza o un cambiamento evolutivo. Più si resta aggrappati al passato e si nega o si reagisce con rabbia all’evento critico più si vive con difficoltà e sofferenza.
Cambiamento
Una crisi rappresenta la rottura dell’equilibrio psichico precedente e spinge verso il cambiamento e la ricerca di un nuovo equilibrio. Ogni volta che siamo toccati da eventi significativi, positivi o negativi, o anche ogni volta che raggiungiamo nuove consapevolezze, siamo costretti a ricercare equilibri di ordine superiore, più sofisticati e articolati. Il periodo che abbiamo vissuto ha segnato un punto di svolta nella nostra esistenza ed è importante il modo in cui ognuno ha reagito e sta reagendo ad esso. C’è il rischio di perdersi o di rimanere bloccati. Ma bisogna impegnarsi per superare la crisi e farla diventare un cambiamento di vita. Dietro alla paura di uscire di nuovo e riprendere la propria vita c’è anche il desiderio di cambiarla alla luce delle nuove conquiste personali. Cosa vi portate di questo periodo? Quali sono le vostre conquiste e i vostri punti di svolta?
Se invece la sofferenza si prolunga oltremodo si può sempre ricorrere al consulto di uno specialista, uno psicoterapeuta, che possa aiutare a ridurre il carico emotivo e superare l’evento critico per trovare un nuovo equilibrio.