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Relazioni di coppia in quarantena: ri-uscire insieme

Come possono le relazioni di coppia sopravvivere all’isolamento e alla reclusione forzata causata dalla diffusione del Covid-19?
Per qualcuno è la fine del mondo, per qualcun altro un’occasione per ritrovarsi. Ci sono coppie già in crisi da tempo ed altre che sono messe a dura prova. Le relazioni di coppia vivono un momento di forte stress. Vediamo da vicino quali sono i fattori a rischio e le possibili strategie da utilizzare

Vicini ma distanti
Le relazioni di coppia si trovano in una situazione di forte vicinanza: si condividono gli spazi, si sta tutto il giorno insieme, si partecipa ad ogni momento della giornata, si programma cosa fare. Allo stesso tempo questo maggiore contatto fisico può sfociare in distanza emotiva ed affettiva, provocando tensione e malessere. Come prevenire?

Spazio personale
Essere una coppia non significa stare insieme tutti i giorni. Anche in quarantena cerchiamo di ritagliarci degli spazi personali. È importante prendersi delle pause, e concederle anche all’altra persona. Ognuno di noi ha bisogno di passare dei momenti con se stesso, anche quando si vive sotto lo stesso tetto. Cerchiamo di riservarci un momento tutto nostro, dedicandoci a ciò che più ci piace: un hobby, una passione, una telefonata ad un amico, attività fisica, un corso online.

Rispettare i tempi
Spesso capita di anticipare una richiesta dell’altro, o organizzare il tempo insieme secondo le proprie routine. Uno vuole guardare la propria serie tv preferita, l’altra vuole dedicare il tempo insieme a pulire e fare dei lavoretti in sospeso. Ognuno può tendere a imporsi sull’altro secondo le proprie necessità. E’ importante comunicare, ascoltare e rispettare i tempi dell’altro. Trovare il giusto compromesso tra le diverse richieste e aspettative. Stimolarsi a vicenda, proporre e condividere può aumentare l’affinità di coppia, ma attenti sempre a rispettare i bisogni di ognuno. Piuttosto che evitarci tutto il giorno, troviamo qualcosa che ci piacerebbe e ci divertirebbe fare insieme. Basta trovarne anche solo cinque e farne una a settimana.

Dedicarsi all’altro
Relazione di coppia è anche intimità, complicità, coccole e contatto fisico. Sfruttiamo il tempo insieme per dedicarci alla cura dell’altro. Proponiamo una pausa dolce, sorprendendo l’altro. Tutti noi sappiamo che le routine quotidiane, gli impegni familiari, i ritmi frenetici della vita di tutti i giorni, ci distraggono dalla cura della coppia. La quarantena può rappresentare, in questo senso, lo spazio e il tempo ideale per non rimandare e dedicarci al benessere della coppia. Proviamo a fare le cose che spesso si danno per scontate: cucinare il piatto preferito, massaggiare l’altro, ascoltare mentre parla delle sue paure e delle sue ansie, coccolarsi sotto le coperte. Piccoli semplici gesti che aumenteranno il desiderio e l’intimità di entrambi.

Fare un passo indietro
In questi giorni siamo esposti a notizie negative e preoccupanti sulla situazione in cui ci troviamo, che generano in ognuno di noi ansia e preoccupazione. Il nervosismo ci assale e qualsiasi motivo può essere un pretesto per innescare una discussione. In alcuni casi ci possono essere difficoltà relazionali pregresse e questioni in sospeso. Se si è sopraffatti dalla rabbia sarebbe opportuno rimandare la discussione a quando gli animi saranno più tranquilli. Bisogna fare un passo indietro, senza cedere alle provocazioni. Avere la pazienza di aspettare e affrontare il discorso in un secondo momento, cercando una mediazione. Ricordiamoci che siamo diversi l’uno dall’altro, e forse è anche per questo che ci siamo scelti. Ognuno arricchisce la relazione di coppia con la propria individualità: riconosciamola e valorizziamola. L’errore comune è di pensare di essere sempre nel giusto: incuriosiamoci del punto di vista dell’altro. L’altro ci sembra troppo pigro? Forse può insegnarci come rilassarci. Al contrario vedere il partner essere sempre in attività ci mette ansia? Proviamo a farci coinvolgere e a scoprire che dedicarsi a delle attività può essere un modo per scaricare tensione.

Darsi alle pulizie anche nella relazione
Lo sporco si accumula anche sotto i tappeti della relazione. Questa situazione può essere un’opportunità per rispolverare e risolvere vecchi rancori. Aprire un nuovo canale di comunicazione, aperto e sincero, può aiutare a sentirsi più intimi e più vicini. Potremo ri-uscire insieme più determinati e anche più forti, per affrontare conflitti futuri.

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Emozioni Psicologia

Mangiare in quarantena

Il cibo durante la quarantena è diventato una valvola di sfogo. Quali sono i comportamenti alimentari in questo ultimo periodo?
Il nostro rapporto con il cibo durante la quarantena ha subito diverse influenze dovute alla situazione unica che stiamo vivendo. Mangiare è diventata una via di fuga dalla realtà. Infatti non solo le emozioni si vivono e si sentono, ma si mangiano. La quarantena ha amplificato vissuti di ansia, paura e frustrazione, alterando le nostre abitudini alimentari. In questa situazione di isolamento tutti hanno modificato la propria dieta, migliorandola o peggiorandola.

Il cibo come piacere
Mangiare è da sempre un’attività connessa al piacere. In un momento in cui la nostra vita è dominata da ansia e stress, il cibo diventa una valvola di sfogo. La psicologia ci insegna che quando siamo sotto stress e in preda a forti emozioni, le nostre abitudini alimentari cambiano. Mangiare è più che raggiungere la sazietà. Lo dimostra il fatto che quando siamo al supermercato o ai fornelli non sempre pensiamo alle vitamine, alle proteine, di cui abbiamo bisogno. Quello che cerchiamo, invece, è godere di un buon piatto, sentire piacere e offrire qualcosa di buono ai nostri cari.

Mangiare per non pensare
Quando mangiare diventa un modo per non pensare e per fuggire da emozioni negative, c’è un problema. È come se la nostra mente ci dicesse Mangia e non preoccuparti. Di conseguenza riempiamo i nostri carrelli di snack salati, dolci, vino, birra ecc. Tutti questi alimenti che creano serotonina e dopamina hanno delle caratteristiche: generano un picco e poi una brusca discesa. Ciò comporta che questi cibi più che saziare, creano dipendenza. Essi ci costringono a mangiare prodotti poco nutrienti e per niente salutari. La pandemia sta esercitando su di noi un’eccezionale forma di stress. Siamo di fronte a uno scenario imprevedibile che ci carica di angoscia e pressione psicologica.

La corsa al lievito di birra
Un’altra tendenza durante la quarantena è stato l’improvviso interesse per tutti i prodotti da forno, dolci e salati. Uno dei prodotti più richiesti è stato proprio il lievito di birra. Sono state rispolverate vecchie ricette e vecchi ricordi. Un altro modo per riscattare emozioni e ricordi, rendendo più sopportabile l’attesa attraverso un’attività rilassante come “cucinare”. Preparare una ricetta è una fonte di piacere. Infatti è l’attività stessa a rilassare e motivare. Impastare con le mani è una catarsi per la mente.

Mangiare per restare connessi
Un altro aspetto interessante che abbiamo notato un po’ tutti in questo periodo è la tendenza a cucinare e poi postare sui social. Anche questa è un’evasione emotiva. Il cibo è convivialità, è relazione e incontro con l’altro. Già l’attività stessa dell’impastare, del cucinare, dà grande sollievo e “distrae” da emozioni ansiogene. A ciò si aggiunge un altro tipo di piacere: la condivisione e ottenere un “mi piace” sui social. Attraverso le foto sui social cerchiamo di rimanere connessi agli altri, e ogni like è una conferma del sentirsi uniti.

Mangiare “sano”
In conclusione in questo periodo le attività connesse al mangiare, comprare cibo e prepararlo agiscono come un ottimo rimedio per distarci dalle emozioni negative e sfogarle. Bisogna, allo stesso tempo, evitare il consumo eccessivo di alimenti poco salutari. L’attività del mangiare è collegata a tutti i nostri sensi: vista, udito, olfatto e gusto. Bisogna trovare un giusto equilibrio tra queste componenti. Per questo motivo è importante scegliere cibi più salutari, dare sapore e odore attraverso le spezie, e infine dedicarsi alla cura della presentazione. Una semplice fettina di tacchino può essere arricchita da verdure colorate, crackers a basso contenuto di grassi e così via.
Non dimentichiamo di prenderci ancora più cura di noi stessi.

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Emozioni Psicologia

Ansia e paura: il desiderio di cambiare

Ansia e paura ci hanno accompagnato in questo periodo di quarantena, creando uno stato di malessere e disagio psico-fisico. Cosa dobbiamo aspettarci ora?
Siamo nella fase della ripresa e della riapertura delle attività lavorative. Piano piano il ritmo lavorativo e la fase produttiva stanno riprendendo, insieme alle routine quotidiane. Alle spalle abbiamo un periodo lungo di quarantena, che ci ha visti costretti e limitati tra le mura domestiche. Per qualcuno è stato un momento per ritrovarsi, per staccare con i ritmi accelerati esterni e scoprire la lentezza. Per altri è stato un momento di condivisione e recupero dei momenti persi in famiglia, scoprendo la gioia dello stare insieme al proprio partner e/o ai propri figli. Altri ancora hanno vissuto un incubo, vivendo la casa come una prigione, che ha scatenato liti e conflittualità, o ha accelerato processi di separazione. C’è chi si è trovato solo e lontano dai propri affetti, sentendo il vuoto relazionale. C’è chi finalmente ha preso le redini della propria vita, ristabilendo le giuste priorità.
Ansia e paura
C’è ansia e paura di ricominciare. Ansia rispetto alla presenza ancora del virus e quindi di potersi contagiare. Paura di ritornare ai ritmi di prima, alla vita frenetica. Durante la quarantena tutti noi abbiamo potuto sperimentare la lentezza e la noia, che se da un lato ci hanno fatto sentire frustrati, dall’altro ci hanno fatto assaporare meglio ciò che ci circonda. Cucinare, mangiare insieme, leggere un libro, giocare con i propri figli, passare del tempo insieme al proprio partner. Spesso la vita di tutti i giorni ci ha fatto perdere di vista l’importanza dello stare insieme e del godere delle piccole cose. Oggi che abbiamo potuto sperimentarlo, sentiamo anche il diritto di voler mantenere queste conquiste. Pertanto, dietro alla paura e all’ansia di ritornare alla normalità c’è il desiderio anche di cambiare e di dare nuovo vigore alla propria vita.
Crisi
Il termine crisi deriva dal greco krisis e significa decisione. Esso rimanda al concetto di punto di svolta e di cambiamento. Una crisi è contemporaneamente un momento critico e un’opportunità. Per definizione l’essere umano tende alla progressione, all’evoluzione e quindi alla crisi. Siamo esseri in continuo movimento e mutamento. La stabilità in senso stretto non dura a lungo. Eventi esterni e interni scandiscono la nostra vita, facendoci attraversare momenti critici: la nascita, i primi passi, l’ingresso a scuola, la pubertà, l’adolescenza, i primi amori, il matrimonio, la genitorialità, per citarne alcuni. Quello che ognuno fa della crisi esistenziale e il modo in cui reagisce ad essa determina il risultato: una lunga sofferenza o un cambiamento evolutivo. Più si resta aggrappati al passato e si nega o si reagisce con rabbia all’evento critico più si vive con difficoltà e sofferenza.
Cambiamento
Una crisi rappresenta la rottura dell’equilibrio psichico precedente e spinge verso il cambiamento e la ricerca di un nuovo equilibrio. Ogni volta che siamo toccati da eventi significativi, positivi o negativi, o anche ogni volta che raggiungiamo nuove consapevolezze, siamo costretti a ricercare equilibri di ordine superiore, più sofisticati e articolati. Il periodo che abbiamo vissuto ha segnato un punto di svolta nella nostra esistenza ed è importante il modo in cui ognuno ha reagito e sta reagendo ad esso. C’è il rischio di perdersi o di rimanere bloccati. Ma bisogna impegnarsi per superare la crisi e farla diventare un cambiamento di vita. Dietro alla paura di uscire di nuovo e riprendere la propria vita c’è anche il desiderio di cambiarla alla luce delle nuove conquiste personali. Cosa vi portate di questo periodo? Quali sono le vostre conquiste e i vostri punti di svolta?
Se invece la sofferenza si prolunga oltremodo si può sempre ricorrere al consulto di uno specialista, uno psicoterapeuta, che possa aiutare a ridurre il carico emotivo e superare l’evento critico per trovare un nuovo equilibrio.