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Dipendenza dal cibo

Dipendenza dal cibo: quando mangiare diventa un problema
Cos’è la dipendenza dal cibo? Perché alcune persone sono così ossessionate dal cibo da diventare un problema? Cosa si nasconde dietro tale ossessione?

Fame e sazietà
La fame risponde ad un bisogno fisiologico legato alla sopravvivenza. Mangiamo per sopravvivere, appunto. Il nostro organismo è regolato, dunque, da un ciclo fame e sazietà, per cui quando il nostro corpo è carente di energia avvertiamo lo stimolo della fame, che si interrompe quando raggiungiamo la sazietà. E così via il ciclo si ripete. Nella dipendenza dal cibo qualcosa in questo ciclo non funziona.

Fame ed emozioni
Il nostro rapporto con il cibo comincia nei primissimi giorni di vita a partire dall’allattamento materno. Per il neonato il latte materno è nutrimento, ma anche affetto, relazione, protezione e sicurezza. Attraverso il cibo egli riceve amore, e questo sottolinea il rapporto strettissimo tra fame ed emozioni. Se un neonato non riceve una risposta adeguata alla sua richiesta di nutrimento, egli cercherà di attirare l’attenzione della madre. Se, per diverse ragioni, quest’ultima è assente, non disponibile e si rifiuta di rispondere a questo bisogno, al neonato non resterà che rassegnarsi. Ciò che può scaturire da tale rassegnazione, che perdura poi in età adulta, è la sensazione di non aver avuto abbastanza. Le persone che soffrono di dipendenza dal cibo hanno ricevuto troppo poco, non solo per quel che riguarda il cibo, ma anche in termini di protezione, affetto, accettazione. Da qui scaturisce questa tendenza alla voracità, all’avidità, ad aggrapparsi agli altri nei rapporti di amicizia ed amore.

Dipendenza dal cibo
Le persone che soffrono di dipendenza dal cibo sono ossessionate dal proprio comportamento alimentare, per cui il loro pensiero è rivolto quasi esclusivamente al cibo. Queste persone non riescono a controllare il proprio comportamento quando mangiano, per tal motivo quando l’impulso le assale sono completamente in balìa di esso. L’impulso a mangiare scatena l’attacco di fame, a cui fa seguito un senso di vergogna e di colpa, che a sua volta innescherà l’impulso a riempire quel vuoto affettivo e queste sensazioni negative, espellendo il cibo o mangiando nuovamente. La dipendenza dal cibo è caratterizzata, dunque, da un circolo vizioso che difficilmente si risolverà da solo.

Le caratteristiche della dipendenza dal cibo
Indipendente che si tratti di anoressia, bulimia o obesità, i disturbi alimentari hanno delle radici comuni. Nella loro infanzia queste persone hanno recepito il messaggio che i loro bisogni non sarebbero stati soddisfatti, e che in qualche modo per avere affetto dovevano meritarselo. Chi soffre di dipendenza dal cibo , infatti, ha una limitata capacità di sopportare le frustrazioni, e manifesta avidità, ingordigia, anche nei rapporti di amicizia e d’amore. Questa avidità, tuttavia, riguarda le persone più intime, perché esteriormente appaiono forti, superiori e competenti. In realtà queste persone non sono così forti come vogliono apparire, esse non amano il proprio io, e non riescono ad esprimere richieste o rifiuti per paura di non essere più amate. Un’altra caratteristica è la distanza nelle relazioni: queste persone evitano il contatto in tutti sensi, poiché toccare qualcuno significa anche commuoverlo. La commozione ha a che fare con l’emozione, la debolezza, la perdita di controllo, e non possono permetterselo. Le persone dipendenti dal cibo hanno bisogno di distanza per non essere viste come realmente sono: fragili, bisognose, con la paura di essere respinte se manifestano ciò che desiderano. Inoltre a rendere più complesso il quadro c’è la paura che i propri bisogni possano essere soddisfatti da qualcuno e che possa crearsi un legame di dipendenza. Legarsi a qualcuno significherebbe rischiare anche di perderlo, e sarebbe una perdita ben più difficile da sopportare. Dunque, il rapporto con il cibo è solo la punta dell’iceberg di una problematica più profonda, che necessita di un percorso di psicoterapia per risolversi.

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